Le condizioni climatiche della primavera hanno scandito il ritmo delle operazioni in campo e influenzato l’avvio della nuova stagione risicola.
Anche quest’anno la semina si è svolta in asciutto, tecnica adottata abitualmente in Riserva, con la sola eccezione della semina in acqua del 2024 e della semina mista del 2025. Le piogge alternate a giornate soleggiate che hanno caratterizzato marzo e aprile hanno infatti creato condizioni favorevoli per una germinazione regolare e uniforme.
«A differenza delle primavere particolarmente siccitose, l’alternanza tra pioggia e sole mantiene il terreno in una condizione di umidità ideale per la germinazione del riso.», spiega Dino Massignani, direttore di Riserva San Massimo. «Quando invece le temperature sono elevate e il terreno tende a seccarsi, soprattutto nei suoli più leggeri e sabbiosi, la coltura può andare in sofferenza e si rende necessario intervenire bagnando il terreno.»
A inizio giugno è iniziata la fase di allagamento delle risaie, un momento altrettanto delicato in cui l’andamento meteorologico continua a giocare un ruolo fondamentale. Precipitazioni moderate sono positive, perché favoriscono la permeabilità del terreno, aiutano a ridurre lo stress termico delle piante e contribuiscono a contenere la temperatura. Anche il momento in cui arriva la pioggia è determinante: quando il germoglio è già emerso, l’apporto di acqua favorisce lo sviluppo della giovane pianta; al contrario, se il seme non ha ancora germinato, ristagni prolungati d’acqua possono ostacolarne l’emergenza, impedendo alla piantina di svilupparsi correttamente e di affiorare in superficie.
Per questo la gestione dell’acqua richiede un monitoraggio costante e una lettura continua delle condizioni del campo: ogni intervento viene calibrato osservando lo stato delle piante, le temperature e l’evoluzione del meteo, con l’obiettivo di accompagnare il riso nelle prime e più delicate fasi del suo ciclo vegetativo.







