Si è conclusa in questi giorni la mietitura del Carnaroli Classico iniziata lo scorso 18 settembre. La raccolta ha trovato condizioni ideali, grazie alle temperature più fresche di fine agosto e di inizio settembre che hanno permesso al riso di completare il suo ciclo di maturazione con lentezza, regalando chicchi di eccellente qualità.
Da sempre la nostra coltivazione avviene nel pieno rispetto della biodiversità e dell’ambiente, e ogni fase della lavorazione segue principi di bio-agricoltura integrata, con tecniche che uniscono sostenibilità e tradizione.
La semina del 2025 è iniziata a metà aprile con un anticipo di circa due settimane rispetto all’anno precedente. Per questa annata sono state adottate entrambe le tecniche di semina: la tradizionale “in asciutta” e la “semina in acqua”, quest’ultima utilizzata per la seconda volta a Riserva San Massimo. Nonostante questo, e complici le condizioni climatiche, il taglio del riso si è svolto leggermente più tardi, verso metà settembre, circa una dozzina di giorni dopo l’inizio della mietitura del 2024.
“Il risultato è un risone di qualità straordinaria, di cui siamo estremamente soddisfatti – racconta Dino Massignani, direttore di Riserva San Massimo – Abbiamo scelto di dare ancora più valore alla qualità, calcolata su ogni essiccatoio e visionata con estrema attenzione su ogni resa.”
Oltre alle conferme tecniche, la parola passa ora agli chef che hanno già iniziato a ricevere i primi lotti. Le prime valutazioni confermano un Carnaroli Classico dall’elevata percentuale di amido, bassa collosità e perfetta tenuta in cottura: delle caratteristiche che lo rendono ideale per la preparazione di risotti d’autore.







