Un gesto concreto per la BIODIVERSITÀ



Nel cuore dei 600 ettari di Riserva San Massimo, nel Parco del Ticino, da febbraio 2026 è stato realizzato un importante intervento di riforestazione che ha portato alla piantumazione di oltre 6.000 nuovi alberi.
Non è stato un gesto simbolico. È stata un’azione concreta di tutela della biodiversità, rigenerazione del suolo e compensazione delle emissioni di CO₂.
Un progetto nato dalla stessa filosofia che guida ogni giorno la coltivazione del Carnaroli Classico: l’equilibrio tra uomo e natura.
600 ettari
di riserva naturale nel
Parco del Ticino
6.000 alberi
piantati da febbraio 2026
273 t
CO2 / anno di assorbimento stimato
Un ecosistema prima di tutto
Riserva San Massimo è molto più di un luogo di produzione agricola.
È un ecosistema di oltre 600 ettari dove boschi, fontanili, risaie e campi coltivati convivono in equilibrio con la fauna e la flora spontanee.
Qui la coltivazione del riso segue un modello non intensivo fondato su acqua sorgiva che alimenta naturalmente le risaie, concimazioni naturali, rispetto dei cicli vegetativi e tutela dell’habitat naturale.
In questo contesto, la riforestazione non rappresenta un intervento isolato, ma un tassello di una visione più ampia: custodire il territorio affinché continui a generare qualità.
6.000 alberi nuovi per la biodiversità
Da febbraio 2026 sono stati piantati oltre 6.000 alberi all’interno della Riserva.
Un intervento che contribuirà nel tempo a:
- rafforzare la biodiversità vegetale
- migliorare la qualità del suolo
- aumentare la resilienza dell’ecosistema
- assorbire fino a 273 tonnellate di CO₂ all’anno (stima media)
Ogni albero piantato è entrato a far parte di un equilibrio più grande. Un equilibrio che rende possibile la qualità del riso Carnaroli Classico Riserva San Massimo.
Terra e cucina: una stessa responsabilità
La qualità non nasce solo nei campi. Nasce anche nelle scelte di chi cucina.
Per questo il progetto ha coinvolto alcuni chef e giornalisti che da anni utilizzano e raccontano il Carnaroli Classico di Riserva San Massimo. Non come testimonial. Ma come parte di una filiera che unisce agricoltura, biodiversità e alta cucina.
Scegliere questo riso significa sostenere un modello agricolo che tutela un ecosistema reale.

La giornata di piantumazione
In occasione della Giornata Mondiale della Terra, chef, giornalisti e amici della Riserva hanno partecipato alla messa a dimora di alcuni degli alberi che oggi fanno parte del Bosco San Massimo.
È stato un momento semplice ma significativo.
Non un albero con il nome di qualcuno.
Ma un gesto collettivo che ha raccontato una comunità di persone unite dagli stessi valori.
Coltivare il futuro è una scelta quotidiana.
In campo.
In cucina.
Nelle scelte che ogni giorno facciamo.
GRAZIE AGLI CHEF CHE HANNO PARTECIPATO
La giornata di piantumazione è stata resa possibile anche grazie alla partecipazione di chef che da anni scelgono il Carnaroli Classico di Riserva San Massimo nelle loro cucine.
Bobo Cerea (Da Vittorio), Enrico Gerli (I Castagni), Raffaele Lenzi (Il Sereno al Lago), Alessio Manzoni (Ferdy Wild), Alessandro Menoncin (Acqua), Christian Milone (Trattoria Zappatori), Fabio Silva (Derby Grill), Cesare Battisti (Ratanà), Francesca Beltrami (La Zucca), Vincenzo Butticè (Il Moro), Tina Cosenza (Teresa dal 1968), Cinzia De Lauri e Sara Nicolosi (Al Tatto), Damiano Dorati (Hosteria La Cave Cantù), Fabrizio Ferrari (La Contrada dei Gatti), Paolo Guarneri (Al Caminetto), Mattia Monzio Compagnoni (Tipico), Guido Paternollo (Pellico 3), Matteo Piccioni (Borgo San Giovanni), Alessandro Proietti Refrigeri (La Coldana), Diego Rossi (Trippa), Andrea Rota (Bolle), Fabio Giacopelli (ALMA).
Con la loro presenza hanno testimoniato un principio semplice: la qualità della cucina nasce dal rispetto del territorio.
















