In vista della Giornata Mondiale della Terra, Riserva San Massimo celebra la nascita di una nuova area boschiva. Chef e ristoratori hanno impugnato il badile, dando vita al Bosco degli Chef: un’area simbolica in cui ogni professionista partner di Riserva San Massimo avrà il proprio contributo visibile e concreto.
“Coinvolgere chef e ristoratori vuol dire condividere un progetto molto importante, che fa parte di un percorso che portiamo avanti ogni giorno: la responsabilità che sentiamo nei confronti di questa riserva. Tutelare e custodire questo ambiente è il nostro primo obiettivo, perché la natura qui è la vera protagonista, quella che amiamo follemente e che rafforziamo con progetti come quello di oggi. La riforestazione di questo luogo non è soltanto un gesto simbolico, ma è un tentativo concreto di dare il nostro contributo per le generazioni future, per la tutela dell’ambiente e per la conservazione di questo territorio.” dichiara Maria Antonello, proprietaria di Riserva San Massimo.
Oltre 6.000 nuovi alberi sono stati piantumati all’interno dei 600 ettari della Riserva, Sito di Interesse Comunitario (SIC) nel Parco del Ticino. Ontani, querce e pioppi prendono radici in aree rimaste incolte, trasformandosi in nuove superfici boschive destinate ad assorbire CO₂, tutelare la biodiversità e rigenerare il suolo.
Il progetto si inserisce in una visione di filiera consapevole che da anni contraddistingue Riserva San Massimo: dalla coltivazione del Carnaroli Classico con tecniche di agricoltura bio-integrata, alla tutela degli habitat naturali, fino alla collaborazione con le cucine più attente d’Italia.
Nel corso del 2026 e negli anni a seguire, altri professionisti si uniranno all’iniziativa. L’elenco completo degli chef che contribuiranno alla nascita del Bosco degli Chef sarà aggiornato sul sito di Riserva San Massimo.










